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mercoledì 16 gennaio 2019

Critica alle teorie sulla stratificazione sociale


Nelle numerose teorie sulla stratificazione sociale, mancano analisi sui processi che motivano gli individui, esse invece sono sostituite da un riduzionismo diffuso a differenze nell’accesso delle risorse economiche e culturali. Nella mia esperienza invece ho notato innumerevoli esempi di stratificazioni sociali basate sulle credenze che come profezie che si autoavverano modellano la vita delle persone. A mio avviso il credere di avere diritto ad accedere alle risorse e quanto queste risorse vengono credute importanti motiva le persone ad accedere e a fare parte di una classe più che l’appartenenza a una classe sociale per motivi di nascita o di conquista. Gli immaginari e le credenze cambiano molto velocemente nel mondo moderno della comunicazione globale, diffusa e alla portata di tutti tramite smartphone collegati a Internet, grazie alle continue contaminazioni di cui non sono esenti neanche le comunità delle diaspore che alimentate da comunicazioni transnazionali ne sono anche influenzate. Per questo ritengo che le teorie scientifiche antropologiche non sono immuni da stereotipi della monocausa, che maggiormente condiziona i rapporti umani e sociali, quando si è indotti a spiegare i più comuni accadimenti o si è portati a dare un giudizio ricorrendo ad una sola causa. Ma diventa vincolante e coercitivo quando condiziona credenze, sistemi teorici e ideologie, traendo sostegno da presupposti assiomatici, dogmi, ipostatizzazioni e rigorosi processi deduttivi per costruire modelli teorici e paradigmi, raggiungendo delle perfezioni formali preclusive e sterili.


Industrial Worker of the World (1911) la stratificazione sociale generata dal sistema capitalistico

-La cultura è stratificata, differenziazioni di tratti culturali che dipende dalla diversa distribuzione delle risorse per il potere. Tutte le società a parte alcuni rari casi sono stratificate socialmente perché c’è una differenziazione all'accesso alle risorse di potere politico, economico, simbolico e culturale, ci sono gruppi che hanno più potere di altri gruppi. Ci sono diverse teorie che cercano di spiegare la stratificazione sociale, la più famosa è quella del marxismo, in cui Marx e Engels teorizzano che nella società capitalista la stratificazione sociale si sviluppa nella dinamica del conflitto tra la classe operaia e la borghesia e la posizione degli individui a una classe dipendeva dalla posizione nel processo produttivo. Ulteriormente sono state approfondite oltre agli aspetti economici anche gli aspetti culturali e subculturali: valori, simboli e pratiche e credenze delle classi operaie, delle classi dominanti e della borghesia. Studi importanti in Italia, partendo dagli studi di Gramsci sulle classi subalterne e classi dominanti da De Martino che ha evidenziato che le pratiche, i valori, i riti all’interno di uno stesso ambito culturale che si definiva cattolico erano differente tra le classi subalterne popolari della campagna: contadini, mezzadri e gli appartenenti alle classe medio alte in ambito urbano.
Dal passaggio dalle società industriali alle società moderne liquide, post industriali , in cui le appartenenze sociali sono più frammentate e variegate ha ancora senso parlare di culture egemoniche e culture subordinate, perché la stratificazione sociale è sempre più polarizzata e globalizzata. Nella “modernità solida” in cui tutto era più chiaro e semplice, i mestieri e l’appartenenza a una classe venivano tramandati, ora nella “modernità liquida” è molto più difficile individuare come si innestano dinamiche di cultura dominante e cultura subordinata in un contesto di forte frammentazione dell’identità delle appartenenze sociali. L’antropologia culturale e l’etnografia tramite osservazioni e raccolta di storie di vita stanno facendo emergere quali sono i punti di contatto o le forme di identificazione dei processi di identificazione che si generano nella società contemporanea, aggiornando gli strumenti culturali tecnici propri dell’antropologia culturale alle realtà degli ultimi anni.

giovedì 9 marzo 2017

Per avere una visione completa della situazione è necessario distinguere cinque aspetti di unità all'interno dei gruppi

Considerando il possibile esito delle gravi perturbazioni che seguono i contatti tra comunità profondamente differenti, si vede che i cambiamenti devono, in linea teorica, sfociare nell'una o nell'altra delle configurazioni seguenti:

  • la fusione completa dei due gruppi inizialmente diversi; 
  • l'eliminazione di uno o di ambedue i gruppi; 
  • la persistenza di ambedue i gruppi in equilibrio dinamico all'interno di una più vasta comunità. 

Fusione completa. Poiché questo è uno degli esiti possibili del processo, è necessario sapere quali fattori siano presenti in un gruppo quando tutti gli individui posseggano strutture di comportamento compatibili e omogenee. Condizioni abbastanza vicine a queste possono ritrovarsi in qualsiasi comunità che sia in uno stato di equilibrio approssimato, ma purtroppo le nostre comunità in Europa sono in uno stato talmente mutevole che queste condizioni quasi non si verificano. Inoltre, anche nelle comunità primitive le condizioni sono di solito complicate dalla differenziazione, sicché ci si deve accontentare di studiare quei gruppi omogenei che si possono rinvenire all'interno delle più vaste comunità differenziate.

Per avere una visione completa della situazione è necessario distinguere cinque aspetti di unità all'interno dei gruppi:

a) Un aspetto strutturale dell'unità. Il comportamento di un qualsiasi individuo in un qualsiasi contesto è, in un certo senso, compatibile, dal punto di vista conoscitivo, col comportamento di tutti gli altri individui in tutti gli altri contesti.

b) Aspetti affettivi dell'unità. Questo aspetto della cultura può essere descritto anche in termini di una uniformazione degli aspetti affettivi della personalità degli individui, i quali vengono modificati dalla loro cultura in modo tale che il comportamento dei singoli ne risulti compatibile dal punto di vista emotivo.

c) Unità economica. Qui vedremo l'intero complesso del comportamento come un meccanismo orientato alla produzione e distribuzione di oggetti materiali.

d) Unità cronologica e spaziale. Qui le strutture del comportamento ci appariranno ordinate schematicamente secondo il tempo e lo spazio. Vedremo che A offre un liquore aB « perché è sabato sera al bar Roma».

e) Unità sociologica: Qui il comportamento degli individui ci apparirà orientato verso l'integrazione e la disintegrazione dell'unità superiore, il Gruppo nella sua totalità. Vedremo l'offerta del liquore come un fattore di rafforzamento della solidarietà di gruppo.

Con queste nozioni sulle condizioni presenti nei gruppi omogenei, saremo in grado di esaminare i processi di fusione di due gruppi diversi in uno. Potremo persino indicare provvedimenti atti ad accelerare o ritardare tale fusione, e predire che un carattere che si conforma ai cinque aspetti dell'unità può essere aggiunto a una cultura senza provocare altri cambiamenti. Se non vi si conforma, allora si possono ricercare opportune modifiche o della cultura o del carattere.