La collera



La Preziosa Ghirlanda afferma:




Basic Program On-lineImpegnarsi nelle Azioni di un Bodhisattva con il commentario di Ghesce Ciampa Ghiatso. In breve, si insegna che:

A) la collera sorge in dipendenza di 3 oggetti: 

(i) il proprio "io", 
(ii) gli amici, e 
(iii) i nemici

e di 9 situazioni: 
  1. quella persona ecc. mi ha danneggiato
  2. mi sta danneggiando
  3. mi danneggerà; 
  4. quella persona ecc. ha danneggiato il mio amico, 
  5. sta danneggiando il mio amico,
  6. danneggerà il mio amico; 
  7. quella persona ha aiutato il mio nemico, 
  8. sta aiutando il mio nemico,
  9. aiuterà il mio nemico.
B) Il combustibile della collera/odio è l'infelicità mentale.

C) La causa dell'infelicità mentale è mantenere concettualizzazioni errate e/o negative. Vuol dire essere costantemente focalizzati sulle qualità negative degli oggetti, delle situazioni e/o persone. Non solo questo, ma accentuare fortemente col pensiero questi aspetti negativi, sino a prendere in considerazione il fatto che sia giusto che vengano danneggiate ecc.

D) Alla base di queste concettualizzazioni negative c'è il concetto di un "io" e un forte afferrarsi all'io.

La domanda successiva è: quali antidoti applicare, e in che modo?

Seguendo la dinamica appena spiegata, bisognerebbe:

1) Ridurre l'infelicità mentale.
2) Ridurre le concettualizzazioni errate e negative.
3) Realizzare l'assenza di un sé della persona.

Un altro aspetto di pratica da coltivare parallelamente a questo, è il consiglio presentato nel Bodhisattvacharyavata:
  • Con la pratica della pazienza ci incamminiamo sul sentiero che conduce a neutralizzare l'odio.
  • Con la pratica dell'amore e della compassione si impedisce ai semi dell'odio o della collera di germogliare.
Per cui, nei confronti dei manager, colleghi di pari livello, colleghi a noi subalterni, amici, nemici ecc. si dovrebbe cercare di coltivare amore e compassione e praticare la pazienza. In che modo? 

Con abilità di metodo e saggezza.
Tramite lo sviluppo della capacità di generare energia positiva si riesce a imparare a tollerare la sofferenza, livelli sempre più grandi e peggiori, e questa capacità di tolleranza diventerà poi una qualità che ci permetterà di praticare correttamente la pazienza!

4.43
E questo solo deve essere il mio ossessionante pensiero:
“Con un forte spirito di vendetta li affronterò in battaglia!”
E afflizioni come quest’ultima non vanno abbandonate,
perché distruggono le afflizioni mentali stesse
4.44 Sarebbe meglio che fossi arso,
decapitato e ucciso,
piuttosto che sottomettermi a tali nemici,
le onnipresenti afflizioni mentali.
5.12 Gli esseri ostili sono illimitati quanto lo spazio,non è possibile riuscire a soggiogarli tutti!Ma basta che io soggioghi i pensieri di odioe ciò equivarrà all’aver sottomesso tutti quei nemici.
Gli esseri senzienti con menti indisciplinate o negative riempiono la totalità dello spazio, perciò nonpossono essere tutti domati o annientati. Tuttavia, se solo distruggiamo la mente di rabbia, la mente disturbata, otterremo lo stesso risultato di aver distrutto completamente tutti i nostri nemici.
5.13 Dove potrei mai trovare cuoio a sufficienzaper ricoprire la superficie terrestre?Ma se solo ricopro di cuoio le suole delle mie scarpeciò equivarrà all’aver ricoperto tutta la terra.
Come potremmo ricoprire di cuoio tutta la superficie terrestre? Non è possibile, però se ricopriamo di cuoio le piante dei nostri piedi, otterremo lo stesso effetto, cioè potremo camminare senzaproblemi di spine e così via, dovunque vogliamo. In altri termini, se le suole delle nostre scarpe sono fatte di cuoio robusto, ovunque andremo, sarà come se l’intera terra fosse ricoperta di cuoio.

Da questo esempio dobbiamo comprendere che dobbiamo aver cura della nostra mente, sviluppandouna mente indisturbata, una mente paziente.

5.14 Parimenti non mi è possibile controllareil corso degli eventi esterni;ma se riuscissi a controllare questa mia mente,che bisogno ci sarebbe di controllare il resto?
Siccome non possiamo liberarci di tutti i fenomeni esterni, dovremmo impedire alla nostra mente di dirigersi verso di loro. Facendo così, non avremo bisogno di allontanare le cose esterne.
6.41 Se mi arrabbio con chi mi picchia, sebbene, in effetti, a farmi male è il suo bastone, allora poiché anch’egli è a sua volta mosso dall’odio, dovrei invece prendermela con quel suo odio.
7.68 Come un vecchio guerriero affronta in battaglia le spade del nemico, così io schiverò le armi delle afflizioni mentali e questi nemici abilmente immobilizzerò.
7.69 Se combattendo uno perdesse la spada, in preda alla paura immediatamente la raccoglierebbe. Così, se perdo l’arma della consapevolezza, con la paura degli inferni nella mente, subito la riprenderò. 


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