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Come usare lo storytelling fotografico per raccontare la natura umana

La mia visione dello storytelling fotografico è di usare la fotografia per raccontare la natura umana, in contesti dove si dà per scontat...

giovedì 9 marzo 2017

Per avere una visione completa della situazione è necessario distinguere cinque aspetti di unità all'interno dei gruppi

Considerando il possibile esito delle gravi perturbazioni che seguono i contatti tra comunità profondamente differenti, si vede che i cambiamenti devono, in linea teorica, sfociare nell'una o nell'altra delle configurazioni seguenti:

  • la fusione completa dei due gruppi inizialmente diversi; 
  • l'eliminazione di uno o di ambedue i gruppi; 
  • la persistenza di ambedue i gruppi in equilibrio dinamico all'interno di una più vasta comunità. 

Fusione completa. Poiché questo è uno degli esiti possibili del processo, è necessario sapere quali fattori siano presenti in un gruppo quando tutti gli individui posseggano strutture di comportamento compatibili e omogenee. Condizioni abbastanza vicine a queste possono ritrovarsi in qualsiasi comunità che sia in uno stato di equilibrio approssimato, ma purtroppo le nostre comunità in Europa sono in uno stato talmente mutevole che queste condizioni quasi non si verificano. Inoltre, anche nelle comunità primitive le condizioni sono di solito complicate dalla differenziazione, sicché ci si deve accontentare di studiare quei gruppi omogenei che si possono rinvenire all'interno delle più vaste comunità differenziate.

Per avere una visione completa della situazione è necessario distinguere cinque aspetti di unità all'interno dei gruppi:

a) Un aspetto strutturale dell'unità. Il comportamento di un qualsiasi individuo in un qualsiasi contesto è, in un certo senso, compatibile, dal punto di vista conoscitivo, col comportamento di tutti gli altri individui in tutti gli altri contesti.

b) Aspetti affettivi dell'unità. Questo aspetto della cultura può essere descritto anche in termini di una uniformazione degli aspetti affettivi della personalità degli individui, i quali vengono modificati dalla loro cultura in modo tale che il comportamento dei singoli ne risulti compatibile dal punto di vista emotivo.

c) Unità economica. Qui vedremo l'intero complesso del comportamento come un meccanismo orientato alla produzione e distribuzione di oggetti materiali.

d) Unità cronologica e spaziale. Qui le strutture del comportamento ci appariranno ordinate schematicamente secondo il tempo e lo spazio. Vedremo che A offre un liquore aB « perché è sabato sera al bar Roma».

e) Unità sociologica: Qui il comportamento degli individui ci apparirà orientato verso l'integrazione e la disintegrazione dell'unità superiore, il Gruppo nella sua totalità. Vedremo l'offerta del liquore come un fattore di rafforzamento della solidarietà di gruppo.

Con queste nozioni sulle condizioni presenti nei gruppi omogenei, saremo in grado di esaminare i processi di fusione di due gruppi diversi in uno. Potremo persino indicare provvedimenti atti ad accelerare o ritardare tale fusione, e predire che un carattere che si conforma ai cinque aspetti dell'unità può essere aggiunto a una cultura senza provocare altri cambiamenti. Se non vi si conforma, allora si possono ricercare opportune modifiche o della cultura o del carattere.



Come usare lo storytelling fotografico per raccontare la natura umana

La mia visione dello storytelling fotografico è di usare la fotografia per raccontare la natura umana, in contesti dove si dà per scontato che l’uomo sia al centro della narrazione ma molto spesso, in realtà, non è così..

L’idea è narrare fotograficamente le emozioni delle persone che s’incontrano, tramite uno stile fotografico che unisce diversi aspetti: la tecnica bokeh, la sensibilità (quasi autistica) nei confronti delle espressioni umane, l’ossessività per la perfezione, la psicologia Gestalt delle figure sfondo, le tradizioni del buddhismo tibetano, la psicologia della mindfulness dell’ora e qui per una maggiore consapevolezza umana.
Un insieme di tecniche fotografiche e sensibilità personali che permettono di cogliere le sfumature nelle emozioni delle persone, per creare un nuovo modo di comunicare.
Rivedere le immagini, durante l’evento, o poco dopo la conclusione dell’evento stesso permette alle persone colte dall’obiettivo della macchina fotografica di rivivere le stesse emozioni provate durante la giornata.Narrare gli eventi focalizzando le dinamiche attentive sugli umani partecipanti, potenziando l’empowering percettivo emotivo positivo, non attraverso un doping simile al glutammato monosodico, ma spostando in modo naturale l’attenzione sulla realtà sfuggente dell’umanità.
La contaminazione e la condivisione di emozioni e idee suscitate da queste iniziative permettono anche la buona riuscite delle iniziative stesse.
La tecnica fotografica bokeh consente di cogliere le persone in primo piano oscurando ogni dettaglio di sfondo, generando in questo modo una visione passionale e innovativa dell’emozione. I dettagli inutili restano sfocati, sullo sfondo, conta solo l’uomo.
Lo scopo del progetto #HumansofTukulti è di umanizzare la comunicazione e rivendicare la centralità dell’uomo, sia egli politico o cittadino, attivo o spettatore. L’obiettivo è win win secondo la teoria dei giochi: facilitare e contaminare le relazioni umane con emozioni positive.
© 2017, Francesco Pierantoni (aka Tukulti)  (CC BY 4.0) originalmente pubblicato su https://medium.com/@humansoftukulti/humans-of-tukulti-a83251f1659a#.mq53p5rj5

domenica 26 febbraio 2017

La collera



La Preziosa Ghirlanda afferma:




Basic Program On-lineImpegnarsi nelle Azioni di un Bodhisattva con il commentario di Ghesce Ciampa Ghiatso. In breve, si insegna che:

A) la collera sorge in dipendenza di 3 oggetti: 

(i) il proprio "io", 
(ii) gli amici, e 
(iii) i nemici

e di 9 situazioni: 
  1. quella persona ecc. mi ha danneggiato
  2. mi sta danneggiando
  3. mi danneggerà; 
  4. quella persona ecc. ha danneggiato il mio amico, 
  5. sta danneggiando il mio amico,
  6. danneggerà il mio amico; 
  7. quella persona ha aiutato il mio nemico, 
  8. sta aiutando il mio nemico,
  9. aiuterà il mio nemico.
B) Il combustibile della collera/odio è l'infelicità mentale.

C) La causa dell'infelicità mentale è mantenere concettualizzazioni errate e/o negative. Vuol dire essere costantemente focalizzati sulle qualità negative degli oggetti, delle situazioni e/o persone. Non solo questo, ma accentuare fortemente col pensiero questi aspetti negativi, sino a prendere in considerazione il fatto che sia giusto che vengano danneggiate ecc.

D) Alla base di queste concettualizzazioni negative c'è il concetto di un "io" e un forte afferrarsi all'io.

La domanda successiva è: quali antidoti applicare, e in che modo?

Seguendo la dinamica appena spiegata, bisognerebbe:

1) Ridurre l'infelicità mentale.
2) Ridurre le concettualizzazioni errate e negative.
3) Realizzare l'assenza di un sé della persona.

Un altro aspetto di pratica da coltivare parallelamente a questo, è il consiglio presentato nel Bodhisattvacharyavata:
  • Con la pratica della pazienza ci incamminiamo sul sentiero che conduce a neutralizzare l'odio.
  • Con la pratica dell'amore e della compassione si impedisce ai semi dell'odio o della collera di germogliare.
Per cui, nei confronti dei manager, colleghi di pari livello, colleghi a noi subalterni, amici, nemici ecc. si dovrebbe cercare di coltivare amore e compassione e praticare la pazienza. In che modo? 

Con abilità di metodo e saggezza.
Tramite lo sviluppo della capacità di generare energia positiva si riesce a imparare a tollerare la sofferenza, livelli sempre più grandi e peggiori, e questa capacità di tolleranza diventerà poi una qualità che ci permetterà di praticare correttamente la pazienza!

4.43
E questo solo deve essere il mio ossessionante pensiero:
“Con un forte spirito di vendetta li affronterò in battaglia!”
E afflizioni come quest’ultima non vanno abbandonate,
perché distruggono le afflizioni mentali stesse
4.44 Sarebbe meglio che fossi arso,
decapitato e ucciso,
piuttosto che sottomettermi a tali nemici,
le onnipresenti afflizioni mentali.
5.12 Gli esseri ostili sono illimitati quanto lo spazio,non è possibile riuscire a soggiogarli tutti!Ma basta che io soggioghi i pensieri di odioe ciò equivarrà all’aver sottomesso tutti quei nemici.
Gli esseri senzienti con menti indisciplinate o negative riempiono la totalità dello spazio, perciò nonpossono essere tutti domati o annientati. Tuttavia, se solo distruggiamo la mente di rabbia, la mente disturbata, otterremo lo stesso risultato di aver distrutto completamente tutti i nostri nemici.
5.13 Dove potrei mai trovare cuoio a sufficienzaper ricoprire la superficie terrestre?Ma se solo ricopro di cuoio le suole delle mie scarpeciò equivarrà all’aver ricoperto tutta la terra.
Come potremmo ricoprire di cuoio tutta la superficie terrestre? Non è possibile, però se ricopriamo di cuoio le piante dei nostri piedi, otterremo lo stesso effetto, cioè potremo camminare senzaproblemi di spine e così via, dovunque vogliamo. In altri termini, se le suole delle nostre scarpe sono fatte di cuoio robusto, ovunque andremo, sarà come se l’intera terra fosse ricoperta di cuoio.

Da questo esempio dobbiamo comprendere che dobbiamo aver cura della nostra mente, sviluppandouna mente indisturbata, una mente paziente.

5.14 Parimenti non mi è possibile controllareil corso degli eventi esterni;ma se riuscissi a controllare questa mia mente,che bisogno ci sarebbe di controllare il resto?
Siccome non possiamo liberarci di tutti i fenomeni esterni, dovremmo impedire alla nostra mente di dirigersi verso di loro. Facendo così, non avremo bisogno di allontanare le cose esterne.
6.41 Se mi arrabbio con chi mi picchia, sebbene, in effetti, a farmi male è il suo bastone, allora poiché anch’egli è a sua volta mosso dall’odio, dovrei invece prendermela con quel suo odio.
7.68 Come un vecchio guerriero affronta in battaglia le spade del nemico, così io schiverò le armi delle afflizioni mentali e questi nemici abilmente immobilizzerò.
7.69 Se combattendo uno perdesse la spada, in preda alla paura immediatamente la raccoglierebbe. Così, se perdo l’arma della consapevolezza, con la paura degli inferni nella mente, subito la riprenderò. 


sabato 11 febbraio 2017

Teoria e pratica della Terapia della Gestalt 4/18 Esercizi per differenziare e unificare


Il Contatto con l'Ambiente 

 4) Differenziare e unificare
  • Per esempio prendiamo in considerazione un oggetto molto comune: una matita. (Più in là seguirete lo stesso procedimento basandovi su oggetti che sceglierete spontaneamente). Prima di tutto rendetevi conto che questa matita è solo questo oggetto. Ci sono indubbiamente molte altre matite, ma non sono questa qui. Ci sono indubbiamente molte altre matite, ma non sono questa qui. Ripetetevi il suo nome, 'matita', e riflettete sul fatto che l'oggetto non è la parola che lo indica! La matita, in quanto cosa, è non verbaleQuindi osservate quante più qualità e proprietà potete, che inseriscono all'oggetto e lo costituiscono: la mina di grafite nera, il legno rossastro, il peso, la durezza, la levigatezza; il modo in cui è stata appuntita, il colore giallo di cui è stata dipinta; il fatto che il legno sia a forma di prisma esagonale; il nome della sua marca e la gomma con l'attacco metallico che la fissa al legno. Infine, passate in rassegna le sue molteplici funzioni, e vicende possibili nell'ambiente: per scrivere, per indicare un brano in un libro, per morderla o bagnala con la lingua, per venderla come merce. Inoltre, provate a pensare ad alcune vicende più 'accidentali': di bruciare se va a fuoco tutta la casa, per esempio, o di conficcarsi negli occhi di un bambino che inciampi correndo con la matita in mano; o anche ai suoi usi più fantastici: come mandarla come regalo di Natale, o nutrirci delle termiti affamate. E mentre siete intenti ad astrarre da questo oggetto unico, questa matita, le sue molteplici qualità e funzioni, notate anche come tutti questi dettagli aderiscano tra loro o si unifichino perfettamente in un'unica struttura; ad esempio il legno che contiene la grafite la protegge e il tutto è saldatamente tenuto dalla mano che scrive. Adesso riprovate l'esperimento su un oggetto di vostra scelta.
  • Provate a fare quest'esperimento con un quadro che vi piace. Cercate di soffermarvi sulle linee e sul disegno, senza tener conto né degli oggetti del dipinto né dei suoi colori; ad esempio, seguite i contorni delle figure fondamentali ed osservate gli spazi che formano. Esaminate ora il disegno formato dagli spazi vuoti tra un contorno e l'altro delle figure principali. Adesso guardate le immagini formate da ogni singolo colore; provatevi ad astrarre la macchia blu, quella gialla, quella rossa. Se il quadro vi dà una sensazione di tridimensionalità, seguite i vari piani che si sovrappongono: il prim, quello intermedio, e quello di fondo. Individuate il disegno di luci ed ombre. Noatte anche la consistenza del materiale posta in luce dalla intensità delle pennellate. Da ultimo osservate la storia o la scena raffigurata, perché è proprio da questo che la maggior parte delle persone cominciano ad osservare un quadro e vi rimangono fissate.
  • Provate a fare lo stesso esperimento prendendo però come oggetto, stavolta, un brano musicale. Se non avete mai studiato musica, se vi considerate insensibili a essa, notate prima di tutto quanto sia difficile per voi mantenervi a contatto con la musica; i suoni degenerano nel caos, e voi vi trovate in trance. In questi casi ( la cosa migliore è di ascoltare un disco più volte) dedicatevi prima ad astrarre le parti di ogni singolo strumento. Quindi prestate attenzione solo al ritmo; poi solo altimbio. Cercate di astrarre l'armonia quale sia il tema centrale e quale l'accompagnamento. Scoprirete spesso alcune melodie 'interne' che non vi aspettavate. Cercate di astrarre l'armonia quale voi la sentite; cioè cercate di stabilire in quali casi questa armonia vi sembra 'irrisolta', che abbia bisogno di un qualcosa che la segua, e in quali altri, al contrario, essa vi sembra perfettamente risolta e 'conclusa'. Se fate tutto ciò con serietà, presto tutta la musica diventerà viva per voi.
  • Prestate attenzione alla voce di qualcuno. Che tipo di suono ha? Monotono? Vario? Squillante? Stridulo? Armonioso? Di timbro troppo basso? Una pronuncia indistinta e quindi difficile da capire ? Troppo forte? Scorrevole o incerto? Facile? Forzato ? Adesso chiedetevi altre due cose: in primo luogo, che tipo di reazione emotiva provate alle particolari qualità di quella voce ? Vi sentite, per esempio, irritati da un timbro troppo basso, o anche agghiacciati dal tono troppo alto? In secondo luogo, qual è lo sfondo emotivo che determina in quella persona le caratteristiche della sua voce? E' lamentoso? Mellifluo, sessuale, irritato? Spesso, accade che questa persona, del tutto inconsapevole delle cose che sta facendo. e talora addirittura in contraddizione con quanto sta dicendo, cerchi di determinare in voi, col tono della sua voce, le reazioni che poi in effetti produce! Anche quando le sue parole esprimono distacco e indifferenza, la sua voce può invece risultare persuasiva. O anche, mentre le parole esprimono accarezzamento, la voce può invece sembrare irritata ed estremamente fredda. Potete ora cercare di prestare attenzione l suono della vostra voce? Riuscire in questo non è molto semplice, come dimostra il fatto che nel sentire per la prima volta la nostra voce incisa su un nastro, essa ci sembra del tutto estranea. Tuttavia dovete rendervi consapevoli delle difficoltà che incontrate in questo tentativo. 
  • L'imperatore stoico Marco Aurelio consiglia questo esperimento: "Descrivi, e delinea in maniera particolare, ogni oggetto che si presenti alla tua mente, in modo da poterlo contemplare in maniera compiuta nella sua natura nuda e pura; nel suo insieme e elle sue parti; diviso nelle sue molteplici componenti; e quindi tu stesso sforzati di concentrarti sia sull'oggetto stesso, sia sulle parti di cui è costituito e in cui si risolverà, chiamando tutti questi elementi con i loro propri nomi e appellativi. Poiché nulla è altrettanto efficace per ottenere la vera magnanimità [ciò che noi definiremmo 'personalità ampia'] quanto l'essere in grado di vagliare e di considerare realmente e metodicamente tutte le cose, fino a penetrare nella loro essenza" (Meditazioni, III, 11).
  • Adesso, nello stesso modo che avete seguito per il vedere e per l'udire, ma più brevemente, provate l'esperimento di astrazione dettagliata per mezzo dei vostri più "intimi" senso del tatto, dell'odorato, del gusto e con la propriocezione delle vostre azioni muscolari. Nel caso di questi sensi più intimi, troverete molto presto coinvolti anche fattori emotivi e, dopo poco, proverete resistenza o fuggirete dall'esperimento. Nello scoprire questo, non vi costringete a continuare, ma passate all'esperimento successivo.
  • Rendetevi conto delle abitudini che avete riguardo al mangiare. Su che cosa vi concentrate durante i pasti? Sul cibo? Su un libro? Vi dedicate alla conversazione (magari dimenticandovi di mangiare)? Riuscite a gustare solo il primo boccone o il contatto col sapore dura l'intero pasto? Mastcate bene il cibo? Lo strappate a forza con i denti ? Mordete fortemente il boccone? Quali cose vi piacciono e quali no? Vi costringete a mangiare cose che in parte vi disgustano (forse perchè qualcuno vi ha detto che vi fanno bene)? VI avventurate ad assaggiare nuovi cibi? La presenza di determinate persone influisce sul vostro appetito? Soffermatevi sul rapporto tra il sapore del ostro cibo e il 'sapore' del mondo. E' probabile che se il vostro cibo sa di paglia, il modo vi risulti ugualmente noioso. Se invece riuscite a gustare il cibo, allora anche il mondo probabilmente vi apparirà interessante. Mentre compilate questo elenco delle ostre abitudini riguardo al mangiare, non cercate di correggerle, ma limitatevi ad eliminare solo le distrazioni più forti, tipo quella di leggere. Solo l'uomo giunge a considerare i pasti come un male necessario. O come un rifornimento di carburante quando si è in riserva. Dopo tutto il mangiare costituisce (anche se non è questo l'aspetto che ci preme sottolineare) una funzione biologica e sociale di primissima importanza. Certamente non ci vorrebbe mai la tentazione di leggere durante l'importante funzione biologica e sociale del rapporto sessuale. Il mangiare, la sessualità --- e, come vedremo in seguito, il respirare --- sono funzioni decisive per l'organismo, e vale la pena dare loro la nostra piena attenzione. Per non concentrarvi su quello che mangiate, probabilmente metterete in atto le resistenze dell'impazienza e del disgusto. Tratteremo di entrambi in seguito, quando ci occuperemo delle 'introiezioni'. Per adesso cercate di raggiungere una cosa apparentemente così semplice e tuttavia tanto difficile, cioè la consapevolezza del fatto che mangiate nel momento in cui mangiate! 

Teoria e pratica della Terapia della Gestalt 3/18 Esercizi per applicazione e concentrazione


Il Contatto con l'Ambiente 

3) Applicazione e concentrazione 
  • Concentrate per breve tempo la vostra attenzione su un oggetto nel vostro campo visivo, per esempio una sedia. Mentre la guardate, rendetevi conto di come essa divenga più chiara mettendo in ombra via via lo spazio e gli oggetti che la circondano. Quindi spostare l'osservazione su qualche oggetto visibile vicino a voi, e notate come esso, a sua volta, assuma lentamente uno sfondo diverso. Nello stesso modo, concentratevi su un rumore qualsiasi, e notate come tutti gli altri formino uno sfondo per esso. Infine prestate attenzione a qualche sensazione fisica, per esempio una fitta o un prurito, e osservate come anche in questo caso le altre sensazioni fisiche passino in secondo piano.
  • Concentratevi  su una forma qualsiasi cercando di cogliere precisamente questa forma in sé, e nient'altro. Vi accorgerete che presto essa si farà sempre meno chiara e voi avrete voglia di lasciare vagare la vostra attenzione. D'altra parte, se permettete che il vostro sguardo si sposti liberamente attorno alla forma, ritornando sempre su di essa nel contesto dei suoi diversi tipi di sfondo, l'immagine verrà unificata in queste differenziazioni successive, comincerà ad apparire più chiara, e verrà vista meglio.
  • Immaginate una situazione di impazienza: mentre attendete qualcuno, per esempio, o mentre aspettate un autobus. Permettete a voi stessi di udire e di vedere le figure e gli sfondi nell'ambiente, sulla base delle istruzioni impartitevi nel corso degli esperimenti precedenti; cioè spostate la vostra attenzione di continuo dalle une agli altri e viceversa. Vi accorgerete che la vostra eccitazione, determinata dal perdurare della  situazione di impazienza (per esempio l'aumentare della vostra ansia dovuta al passare del tempo), farà diminuire la potenziale quantità di interesse per le cose che avete intorno. Persistendo, tuttavia, nel tentativo di notare gli oggetti che vi circondano (senza, però costringervi a una artificiale concentrazione su di essi), lasciate che cominci in voi la percezione della caotica insensatezza del vostro ambiente. Come sempre, prendete atto delle vostre resistenze, vuoti mentali, sogni a occhi aperti.
  • Lasciate che la vostra attenzione si sposti da un oggetto all'altro, ponendo in risalto la figura e lo sfondo sia rispetto all'oggetto che alle vostre emozioni. Di volta in volta, verbalizzate le vostre emozioni, dicendo ad esempio: "Questo mi piace". Ancora, differenziate le varie parti di uno stesso oggetto "Questo particolare dell'oggetto mi piace, quell'altro no".  E infine, quando questo vi riesce con naturalezza, differenziate le vostre emozioni come segue: "Per questa cosa provo disgusto, per quest'altra odio", ecc. 

Teoria e pratica della Terapia della Gestalt 2/18 Esercizi per percepire forze contrarie



Il Contatto con l'Ambiente 

2) Percepire forze contrarie (Uno dei lati positivi che derivano dallo sviluppo della propria capacità di vedere le cose attraverso un'ottica contraria --- dal sentirsi interessato senza alcun impegno ad entrambi gli opposti --- consiste nella possibilità di dare delle valutazioni proprie personali.)
  • Pensate ad alcune coppie di opposti nelle quali nessuno dei due membri avrebbe un significato se non grazie all'esistenza reale o implicita del suo opposto
  • Cercate di pensare ad alcune delle vostre situazioni quotidiane, ad alcuni oggetti o ad alcune attività, in maniera esattamente contraria a come le avete considerate finora. immaginativi in una situazione opposta alla vostra, in cui abbiate inclinazioni e desideri che siano il preciso rovescio di quelle abituali. Osservate gli oggetti, le immagini e i pensieri come se la loro funzione o il loro significato fossero l'antitesi di come li vedete abitualmente. Inoltre, in questo confronto, annullate le vostre valutazioni normali di bene e male, di gradevole e repellente, di sensato e sciocco, di possibile e impossibile. Sentitevi soddisfatti  di porvi fra di essi --- o meglio, al di sopra di essi ---, come al punto zero, interessati ad entrambi i poli della contraddizione, ma senza schierarvi da una parte o dall'altra.
  • Provate a immaginare i movimenti intorno a voi come se avvenissero nel senso opposto, come in un film proiettato all'indietro, in cui un tuffatore salta con la stessa facilità sia dal trampolino all'acqua che dall'acqua al trampolino. Invertite le funzioni. In quali circostanze ci si potrebbe sedere su una tavola  o mangiare su una sedia Invece di osservare la luna attraverso il telescopio, cercate di immaginare che sia la faccia lunare ad esaminare voi. Guardate la vostra stanza con il soffitto bianco e le pareti blu, e pensate di scambiare i colori. Capovolgete i quadri alle pareti. Cercate di raffigurarvi sommergibili e pesci volare nell'aria. Sfogate liberamente le potenzialità schizofreniche della vostra immaginazione, dal momento che la maggior parte di esse non sono più illegittime della convinzione comune secondo cui la gente, e la società nel suo complesso, agiscono in maniera perfettamente sensata.
  • Cercate di immaginare in che situazione stareste ora se stamattina non vi foste alzati dal letto. Oppure cosa accadrebbe se in una determinata circostanza in cui avete sempre detto di sì, per una volta diceste di no. Come vi sentireste se foste dieci centimetri più alti? O dieci chili più leggeri? E se foste un uomo invece che una donna, o viceversa?

venerdì 10 febbraio 2017

Teoria e pratica della Terapia della Gestalt 1/18 Esercizi per sentire la realtà


Il Contatto con l'Ambiente 

1) Sentire la realtà (Nella misura il cui vostro senso della realtà è stato distaccato dalla vostra persona odierna, il tentativo di sperimentare la realtà farà insorgere in voi l'angoscia (mascherata forse come stanchezza, noia, impazienza, fastidio) --- e ciò che specificamente fa insorgere la vostra angoscia sarà la resistenza particolare per mezzo della quale voi soffocate e impedite l'esperienza completa.) 
  • Cercate per qualche minuto di formulare delle frasi nelle quali asserite le cose di cui in questo momento vi sentite consapevoli, iniziando ciascuna proposizione con le parole 'ora' o 'in questo momento' o 'qui e ora'. 
  • Cercate nuovamente per alcuni minuti di formulare delle frasi esprimendo le cose di cui immediatamente vi sentite consapevoli. Cominciate con i vocaboli 'ora' o 'in questo momento' o 'qui e ora'
  • Formulate delle frasi riguardo alle cose di cui siete immediatamente consapevoli. Cominciatele tutte con le parola 'ora' o 'in questo momento' o 'qui e ora'

venerdì 20 gennaio 2017

Insight nella figura e sfondo

Se vedete una giovane donna dove noi affermiamo esserci una vecchia potrete, se siete un tipo arrendevole, decidere di adattarvi al nostro parere. Ammettiamo per esempio che da un punto di vista numerico noi siamo siamo superiori - cioè noi rappresentiamo la 'società' e voi siete un solo 'individuo', allora se vi arrenderete e vi accorderete con noi, sarete ricompensati con il nostro riconoscimento della "normalità" del vostro comportamento del vostro attuale comportamento. Rendetevi conto, però, che questo comportamento accettabile vi sarà stato imposto, e non lo vivrete per conto vostro. Ci troveremo d'accordo solo su una base verbale e non su quella del vedere, che è invece non verbale.
Questo disegno è stato costruito in maniera tale che alcuni dei suoi dettagli assolvano a una doppia funzione. La lunga sporgenza che costituisce il naso della vecchia strega, funge anche da guancia e linea della mascella nel viso della giovane donna. L'occhio sinistro della vecchia costituisce anche l'orecchio sinistro della giovane donna, la sua bocca il collarino di velluto o la collana della giovane, il suo destro una parte del naso della ragazza, ecc... Se potessimo marcare meglio questi dettagli, sarebbe più facile per voi vederli; ma è probabile che oramai abbiate percepito anche il secondo disegno. Ve ne sarete resi conto all'improvviso, forse con tale sorpresa da lasciarvi sfuggire un'esclamazione, Gli psicologi della gestalt definiscono questa una esperienza 'aha!'. Il nome ufficiale è insight.


Perls F., Hefferline R., Goodman P. Teoria e pratica della Terapia della Gestalt, Astrolabio, Roma, 1971 (ed. or. 1951).
pag. 299 da Perls F., Hefferline R., Goodman P. Teoria e pratica della Terapia della Gestalt, Astrolabio, Roma, 1997