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sabato 22 ottobre 2016

Principi di economia mentale


  • Tendenza a strutturare i dati dell'esperienza secondo i rapporto di ripetizione, di regolarità, di uniformità, di simmetria ecc.
  • Tendenza a ridurre qualsiasi situazione ad uno schema interpretativo essenziale che abbia il massimo di significato con il minimo di indicazioni (stereotipi, luoghi comuni, attività costitutiva ecc.)
  • Tendenza a ricondurre a contrapposizioni dicotomiche, situazioni nelle quali l'analisi pi attenta o criteri classificatori potrebbero isolare gradualità, stadi di sviluppo, variazioni ecc. (esempio le coppie dei valori: giusto-ingiusto; bello-brutto; buono-cattivo; oppure libertà-schiavitù, odio-amore; mente-corpo ecc)
  • Tendenza a portare sul piano di un valore assoluto e preclusivo le esperienze contingenti, tendenza ad assiomatizzare, a sistematizzare, a classificare ecc
  • Tendenza a vincolare una situazione vista come fenomeno ad una ed una sola causa (Stereotipo della "monocausa")
Lo stereotipo della monocausa è quello che maggiormente condiziona i rapporti umani e sociali. Esso trova la più ampia conferma nel vissuto quotidiano quando si è indotti a spiegare i più comuni accadimenti o si è portati a dare un giudizio ricorrendo ad una sola causa.
Ma lo stereotipo della monocausa assume in particolare un ruolo certamente più vincolante e coercitivo quando condiziona credenze, sistemi teorici, ideologie. Esso in tal caso, trae sostegno da presupposti assiomatici, dogmi, ipostatizzazioni e trova spesso conforto nel rigore dei processi deduttivi che portano alla costruzione di un modello teorico o di un paradigma. Si raggiunge spesso in tale modo una perfezione formale che diventa preclusiva e sterile. 




P. Parini, I percorsi dello sguardo. Dallo stereotipo alla creatività Edizioni Artemisia, Jesi (Ancona), 1996, pagg. 17-18.