Leggi dell'apprendimento e della memoria

Adattamento ed assimilazione. Si apprende e si ricorda meglio quando "adattiamo" i nostri schemi mentali alla realtà e quando "traformiamo" le informazioni provenienti dal mondo esterno, per meglio assimilarle. L'intelligenza è la capacità di adattamento creativo tra l' organismo e l' ambiente.

Associazione. Si apprende e si memorizza meglio quando si crea una ricca rete associativa attorno a ciò che si deve imparare, in base ai criteri di somiglianza, contiguità, contrasto.

Attenzione. L'attenzione è lo scalpello della memoria. Si apprende e si ricorda meglio quando si presta particolare attenzione alle nuove informazioni, quando si controlla, passo per passo, come un supervisore, l'esecuzione di un compito, quando si valuta il risultato per correggerlo o perfezionarlo.

Attivazione. Si apprende e si memorizza meglio quando il livello di attivazione fisiologica (arousal) è medio; non troppo basso perché induce il sonno, non troppo alto perché scatena l'agitazione e il panico (Legge di Yerkes e Dodson, 1911)

Classificazione. Si apprende e si ricorda meglio quando le informazioni sono ordinate per categorie e classificate in modo sistematico (definizione-caratteristiche-distinzioni, cause-conseguenze-rimedi, problemi-soluzioni, antecedenti-conseguenti, osservazione-ipotesi-verifica, tesi-antitesi-sintesi).

Codifica. Doppia codifica. Si apprendono e si ricordano meglio le informazioni che sono codificate su due livelli: quello verbale e quello per immagini (Pavio, 1971)

Deduzione. Quando, partendo dalle idee-chiave, leggi, principi e teorie, si è capaci di dedurre logicamente le informazioni di dettaglio, si ricorda fedelmente ed estesamente, senza dover ricorrere a speciali mnemotecniche.

Discriminazione. Legge di discriminazione. Si apprendono e si memorizzano più facilmente quelle informazioni che presentano una piccola caratteristica, o una lieve differenza, o una sottile distinzione, o un segno particolare, che permette loro di differenziarsi dallo sfondo delle altre caratteristiche simili.

Effetto. La legge dell'effetto. (Thorndike, 1911). Gli apprendimenti seguiti da conseguenze, effetti o risultati, soddisfacenti, gradevoli e gratificanti sono facilmente e rapidamente ricordati.

Elaborazione. Livello di elaborazione. Si apprende e si memorizza meglio ciò che è stato rielaborato ed approfondito in modo personale.

Esercizio distribuito. L'apprendimento e la memorizzazione di un testo difficile o complesso, se suddiviso in parti, è più efficace di quello concentrato o globale.

Estinzione. Si dimenticano facilmente quelle informazioni che non sono ripetute o rinforzate.

Feedback. Si impara e si ricorda meglio quando si riceve un feedback immediato di correttezza. Esso costituisce sia una guida ("Fai così"), sia un rinforzo ("Così è corretto! Bravo!").

Generalizzazione. La legge di generalizzazione. Si apprende e si memorizzano pù facilmente quelle informazioni e conoscenze simili a quelle già divenute note, familiari.

Gestalt. Si apprende e si memorizza più rapidamente quando le informazioni non sono isolate (nozionismo), ma sono inserite in configurazioni (Gestalt), gruppi, schemi, sistemi significativi e sono ben evidenziate secondo il principio di contrasto figuras-fondo.

Immagini. Traduzione dei concetti astratti n immagini concrete. Si ricordano meglio le immagini concrete rispetto ai corrispondenti concetti astratti.

Interesse. Apprendiamo e ricordiamo facilmente ciò che ci interessa e dimentichiamo ciò che riteniamo inutile e insignificante e banale. Il termine "ricordare" ha la stessa radice di cuore (in latino cor-cordis) ed indica l'intenzione di ricordare che nasce dal cuore e dalla motivazione. ricorda meglio chi è spinto da motivazione affettiva. In francese "imparare a memoria" si dice apprendre par coeur.

Metacognizione. Si apprende e si memorizza più rapidamente quando si conoscono le leggi dell' apprendimento e della memoria e in base ad esse si elaborano strategie e si controlla il processo di apprendimento con l' automonitoraggio e le autoistruzioni.

Motivazioni, aspettative e scopi. Si apprende e si memorizza più rapidamente ciò che risponde ad un bisogno, una aspettativa, uno scopo: "la necessità aguzza l'ingegno".

Oblio. La curva dell' oblio. (H. Ebinghaus, 1885). Si dimentica rapidamente ciò che si appreso se manca il ripasso continuo e sistematico.

Ordine. Si apprende e si ricorda meglio quando le informazioni sono ordinate (per alfabeto, per deduzione gerarchica, per successione tematica). Il disordine e la confusione ostacolano l'apprendimento e la memoria.

Organizzatori anticipati. Si apprende e si memorizza meglio quando si attivano le preconoscenze, che servono da introduzione o da fondamento all'apprendimento successivo (P.D. Asubel, 1963).

Osservazione. Si ricorda ciò che si osserva. Osservare significa amplificare gli stimoli che ci giungono. Significa guardare accuratamente con una lente di ingrandimento.

Raggruppamento. Si ricordano e si memorizzano meglio quelle informazioni che vengono raggruppate in categorie e schemi, dato che lo span (ampiezza) di memoria immediata è di 7 più o meno 2 informazioni alla volta.

Regole, leggi, principi. Si apprende e si memorizza meglio quando si è compresa una regola, una legge, un principio che presiede e si spiega un gran numero di casi concreti. Tale regola, legge, formula diventa una chiave di accesso a molte altre informazioni.

Reiterazione. Di fronte al continuo afflusso di nuove informazioni, si apprendono e si ricordano meglio quelle che sono state reiterate (ripetute), prolungando così la loro permanenza mentale, per potere meglio elaborare.

Rievocazione guidata. La rievocazione guidata, cioè sostenuta da indizi, appunti, schemi, strategie, chiavi di accesso, è più efficace della rievocazione cosiddetta "libera" cioè casuale.

Rinforzo. La legge del rinforzo. Si apprende più rapidamente ciò che è rinforzato positivamente dal successo, dalla gratificazione, dal senso di autostima.

Ripasso immediato o superapprendimento. Si apprende e si ricorda meglio quando si ripassa e si continua a ripassare ciò che è stato appreso. Si verifica un super apprendimento che è molto resistente all'oblio.

Ripetizione. La ripetizione migliora il ricordo, quando non è meccanica, ma creativa. S. Tommaso, nei suoi consigli sulla memoria, suggerisce non di ripetere ma di " meditare frequentemente" sulle informazioni da memorizzare.

Schemi. Si apprende e si memorizza in base ai nostri schemi mentali ( F. Bartlett, 1932).

Seriale. L'effetto di posizione seriale. Nell'apprendimento di un brano si ricordano e si memorizzano più facilmente la parte iniziale (effetto primacy) e la parte finale (effetto recency), mentre si tende a dimenticare la parte centrale.

Significatività. Si apprende e si memorizza più rapidamente quando il materiale è significativo, o quando si riesce a renderlo significativo con la motivazione e con l' attivazione dei prerequisiti.

Simulazione o role play. Una simulazione è un contesto di apprendimento in cui si "fanno le prove" per acquisire la padronanza di una abilità: "Facciamo finta che tu sia il Ministro delle Finanze. Quali provvedimenti dovresti adottare per sanare tale situazione di deficit?". Si apprende meglio quando si impara in modo pratico, cioè quando si esercitano, in situazioni di role play o di simulazione, quelle abilità che devono essere apprese.

Transfer. Si apprende e si memorizza meglio quando si è consapevoli di dover applicare ciò che si è appreso, o quando vi sono delle scadenze, come un compito o un esame, in cui si deve dimostrare la propria competenza.

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